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ALBANO CARRISI E' CON NOI !!! 
 
In un intervista apparsa oggi sul giornale LA PROVINCIA il cantante risponde così alle varie domande : 
 
A proposito di terra e sfruttamenti, poco distante da qui, a Montevecchia e nel Parco della Valle del Curone stanno raccogliendo firme contro l’intenzione di impiantare pozzi per la ricerca di petrolio. Cosa pensa? 
 
"Fatemi firmare - conclude Albano -. Come è possibile cercare ancora petrolio quando tutti cercano energie alternative più rispondenti ai tempi che stiamo vivendo. Questa terra va salvata, perché si sta ribellando al suo totale sfruttamento. Il maltrattamento che facciamo alla terra lo scontiamo con gli interessi. Ho letto in questi giorni che nel deserto stanno pensando di catturare l’energia solare tramite specchi parabolici. Avanti in questa direzione, altro che petrolio." 
 
LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA 
 
 
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Le opinioni di un lettore ( G.F. ) apparse su MerateOnLine 
 
Lotta alle trivelle ma intanto si 
devasta la valle del Molgora. 
 
 
Leggendo i vostri articoli e le e-mail dell’ultimo periodo sulla vicenda “POZZI NEL PARCO DI MONTEVECCHIA E VALLE DEL CURONE” per un attimo vorrei fare una piccola riflessione, riflessione nata durante la “Notte Bianca a Merate” . In uno spazio perso e vicino al nuovo Palazzo Comunale c’era uno stand predisposto alla raccolta di firme per una giusta causa “NO AL POZZO” avvicinandomi una gentile Signora mi ha chiesto se desidero sottoscrivere/firmare la petizione, naturalmente la mia risposta è stata negativa, la Signora in un fulmine si è allontanata … “succede” allora ecco la riflessione … 5000 (cinquemila) e forse più hanno sottoscritto la petizione … CONGRATULAZIONI!!! Domanda ai 5000 (cinquemila) sottoscrittori, Perché?? Avete bisogno di avere la coscienza a posto, quindi delego ad altri la soluzione e la responsabilità di un disastro maturato in 30 anni e forse anche più. Domanda sempre ai 5000 (cinquemila) siete disposti da domani a rinunciare alle auto, a tutti i prodotti composti con il famigerato PETROLIO? Domanda agli amministratori degli ultimi decenni, cosa avete fatto per evitare tutto questo ?? probabilmente e sicuramente nulla … vero ?? Sempre per gli amministratori di Ieri e oggi siete disponibili a rivedere completamente il piano territoriale e ad istituire servizi anche in perdita solo ed esclusivamente per ridurre l’inquinamento e l’utilizzo delle auto private.. Per gli imprenditori siete disponibili nel vostro piccolo a rivedere i vostri progetti e aumentare l’utilizzo di prodotti che non dipendono dal Petrolio? Credo che il comitato “NO AL POZZO” abbia peccato .. definendosi apartitico ed apolitico … forse non sanno cosa significa fare politica … loro fanno politica, basta leggere i vostri articoli. Altro errore “del tutto personale” salviamo il Parco … ma lo sapete che le trivelle le potrebbero piazzare a Pagnano, Merate, Sartirana, Brugarolo, Verderio, Lomagna, Cernusco Lombardone, Lomaniga, Missaglia, Casatenovo, Perego, Rovagnate e ecc.. fuori dal parco tutti i posti sono buoni … Allora ai sindaci di ieri e di oggi giustamente alcuni hanno scritto tutti uniti per salvare il parco.. va bene ma non a scapito dei comuni limitrofi . IL PETROLIO PUO’ ED ARRECA DANNI IRREVERSIBILI … “non servono professionisti per dimostrarlo” se noi umili cittadini abbiamo volontà con piccoli gesti, gesti che possiamo comunicare agli amici e conoscenti, possiamo salvare la nostra area semplicemente riducendo l’utilizzo di tutti i prodotti che hanno al loro interno i derivati del Petrolio. Sempre ai sindaci che durante la campagna elettorale hanno manifestato contro le Trivelle ora è giunto il momento di agire… Per chiudere a breve si presenterà un problema ancora più grosso … la devastazione della Valle del Molgora .. Ringrazio Merateonline per l’attenzione e lo spazio che dedica Grazie. 
 
LA RISPOSTA DEL COMITATO 
 
Siamo dispiaciuti che nel corso della notte bianca un cittadino non possa aver ottenuto le risposte che cercava in merito alla missione che ci siamo dati; il nostro impegno non è solamente per la raccolta delle firme. 
I consensi passano dalla consapevolezza di cosa possa significare l’implementazione dell’attività di estrazione petrolifera sia in aree protette che in zone densamente urbanizzate ed abitate. Abbiamo promosso attività di informazione al fine di raccogliere firme consapevoli per la petizione che è stata promossa dal comitato,e stiamo cercando di raggiungere il maggior numero di Persone affinché il messaggio possa arrivare in modo capillare malgrado i mezzi a nostra disposizione siano fondamentalmente l’impegno e la buona volontà. 
Al momento sono poche le Persone che hanno dimostrato di essere in disaccordo con il nostro progetto, e per noi è davvero molto utile poterne raccogliere il punto di vista; confidiamo quindi nel fatto che il lettore possa spendere altro tempo e raggiungerci a cascina Butto nella serata di mercoledì prossimo, così da poter raccogliere tutte le sue osservazioni e commenti in merito alla questione petrolio. 
La risposta che intendiamo fornire in qualità di comitato, al Lettore è che se esiste il parco naturale del Curone, non è perché qualcuno si è dimenticato di costruirci un centro commerciale, un'industria di vernici o sei lotti di edilizia popolare; se il parco naturale del Curone esiste, è perché in tempi non sospetti qualcuno è stato lungimirante e ha deciso di impegnarsi per il futuro. Il futuro che ha immaginato non era a breve termine, perché trent'anni fa la velocità dello sviluppo demografico e industriale non era tale da cementare in breve tempo i 2’400 ettari del parco. Chi ha avuto l'idea ha pensato a chi sarebbe arrivato dopo di lui, ai propri figli e a quelli degli altri. Il parco è il frutto di impegno e sacrificio, come lo sono gli altri presenti sul territorio nazionale. In altre regioni del pianeta è più facile che le aree protette possano nascere per caso: per motivi climatici, per ostacoli naturali o per altre mille ragioni, ma il caso italiano è scuramente diverso. La salute del cittadino passa innanzitutto attraverso la qualità dell'ambiente e solo successivamente per la ricchezza economica. 
Il territorio milanese, a pochi chilometri da parco del Curone, ha una percentuale di urbanizzazione superiore al 40%. Un ambiente come quello della metropoli milanese non sarebbe ormai più adatto alla presenza dell'uomo. Un tale indice di urbanizzazione inizia ad essere visto come un problema grave per la salute; gli stop al traffico sono dettati dall'incapacità del territorio di reagire alla 
massiccia presenza dell'uomo e delle relative attività. E' facile pensare che questo tipo di riflessioni possa essere dettato da un attaccamento ai temi ambientali indotto da preconcetti utopistici, ma un’attenta analisi smentisce questa ipotesi. Il progresso deve essere visto come un evento straordinariamente bello ed entusiasmante, ma solo fino a quando non diventa più costoso di quanto non possa essere utile. E' il rapporto tra efficacia ed efficienza tra le attività che deve essere considerato, per poter valutare quanto e come lo stile di vita che conduciamo sia valido e valga la pena di essere sostenuto. 
Un essere umano respira mediamente nel corso della vita centinaia di tonnellate di aria; è la sostanza che maggiormente consumiamo nella vita e che, come è ovvio immaginare, non deve mai mancare. 
Non possiamo entrare in competizione per poter respirare con le macchine che guidiamo o con le centrali elettriche che alimentano le nostre abitazioni. Siamo ingordi di energia, ci sentiamo al sicuro nel poterne fruire a mani basse, e spesso ne abusiamo solo per fatto che questa è sempre disponibile e relativamente a basso costo. 
La vera ed unica forma di rispetto per l'ambiente è il risparmio; ciò che non si consuma non inquina e, soprattutto, non deve essere prodotto!!!!!! 
La produzione energia da fonti rinnovabili dovrebbe essere già obbligatoria per tutti i nuovi progetti, purtroppo la poca che viene prodotta ha ancora incontrato il favore da parte dell'opinione pubblica. Siamo male informati e non abbiamo ancora compreso che le fonti rinnovabili: sole, vento, maree sono disponibili senza grosso impegno da parte nostra. Non è necessario danneggiare la propria salute e quella dei nostri figli per accendere una lampadina o per guardare la TV. Le automobili non devono pesare due tonnellate per funzionare bene e non è necessario spostarsi con il cavallo per essere rispettosi dell'ambiente. Sarebbe un errore nel rapporto efficacia ed efficienza pensare di dover tornare "indietro" o pretendere di cambiare immediatamente il nostro stile di vita. Non è possibile immaginare uno stravolgimento delle nostre abitudini e, con un minimo di onestà da parte di tutti, questo è un pensiero facilmente condivisibile. 
Un primo passo è comunque necessario e quale misura migliore, per iniziare un immediato, ma inarrestabile processo di miglioramento delle nostre abitudini, se non iniziare con la salvaguardia di ciò che possediamo ancora intatto?!? Un piccolo gesto, che, per coerenza, deve essere seguito da altri più grandi e più alti. Il nostro comitato si impegna a proporre e sostenere una legge nazionale per la salvaguardia di tutte le aree protette. 
Ogni area protetta è un parco del Curone, anche se distante da casa nostra. Ogni parco naturale è il giardino di tanti bambini, che come i nostri hanno il diritto di essere tutelati ed assicurati. 
Il nostro comitato è stato fondato a cascina Butto, nel cuore del parco del Curone, e non dobbiamo sentirci in colpa per questo; non siamo egoisti se la difesa del parco è partita da noi, eravamo solamente nel posto giusto per iniziare a chiedere rispetto per chi non ha voce per farlo. 
La nostra iniziativa non dovrà esaurirsi con i permessi richiesti da Povalley, ma dovrà continuare, ripartendo dalle due domande che abbiamo posto ai candidati presidenti alle elezioni provinciali. Quel sabato mattina siamo stati illuminati e non abbiamo chiesto solo per il nostro parco, ma per tutti i parchi. Ovviamente la tutela del nostro assume carattere di urgenza, perché in questo momento le richieste di concessione premono sul nostro 
territorio, ma, per evitare che ne giungano di nuove in futuro, serve una legge che tuteli veramente i parchi dallo sfruttamento minerario. Ci dobbiamo forse sentire egoisti o possiamo lasciare che ciò venga pensato di noi? 
‘Ambiziosi’ sarebbe un termine corretto per definirci, ‘pazzi,’ forse, alle orecchie di qualcuno suonerebbe ancora meglio, ma ‘motivati’ è la definizione che ci serve. 
 
Stephen Spachtholz 
Comitato no al pozzo nel parco del Curone